
La pompa di calore per termosifoni è la soluzione che frena più persone con un dubbio ricorrente: ‘ho i termosifoni vecchi, non funzionerà con il mio impianto.’ Questo blocca ogni anno migliaia di famiglie dal fare un passo che cambierebbe sensibilmente le loro bollette. Ed è un dubbio in gran parte infondato.
Esistono pompe di calore per termosifoni progettate appositamente per lavorare con i radiatori tradizionali, senza toccare niente dell’impianto esistente. La chiave è scegliere il modello giusto — non cambiare i termosifoni.
Pompa di calore con termosifoni: si può fare davvero?
La risposta non è sì o no — è “dipende da quale pompa scegli.” Ecco perché.
Una pompa di calore tradizionale (bassa temperatura) lavora meglio con temperature di mandata dell’acqua sotto i 45°C. I termosifoni vecchi invece sono stati progettati per lavorare a 70–80°C: senza quella temperatura, non riscaldano abbastanza. Metti una pompa standard su un impianto con termosifoni vecchi e d’inverno staresti al freddo.
Le pompe di calore ad alta temperatura (HT) sono state sviluppate esattamente per questo problema. Arrivano fino a 70°C di mandata, spesso fino a 80°C in modalità boost. Costano il 15–20% in più, ma ti evitano di toccare l’impianto idraulico esistente — un risparmio che spesso supera la differenza di prezzo.
| Pompa standard (bassa temp.) | Pompa alta temperatura (HT) | |
| Temperatura mandata | max 45–55°C | fino a 70–80°C |
| Con termosifoni vecchi | non riscalda abbastanza | funziona ✓ |
| Modifica impianto | richiede sostituzione radiatori | nessuna modifica |
| Costo installazione | €7.000–11.000 | €9.000–14.000 |
| Ottima con | pannelli radianti | termosifoni esistenti |
Come capire se i tuoi termosifoni sono compatibili — senza chiamare un tecnico
C’è un test rapido che puoi fare da solo. Quando la caldaia è in funzione e i termosifoni sono caldi, metti la mano sul tubo di mandata che esce dalla caldaia: se è molto caldo ma ancora tenibile (circa 60°C), probabilmente il tuo impianto lavora già a temperature non troppo elevate. Se il tubo è quasi ustionante (70–80°C), hai un impianto ad alta temperatura e servirà una pompa HT.
Per una valutazione più precisa, chiedi a qualsiasi installatore di misurare la temperatura di mandata con un termometro a infrarossi. Sono cinque minuti di lavoro e non ti costa niente se richiesto come sopralluogo preliminare.
Il GSE ha pubblicato una guida tecnica sulle pompe di calore che spiega nel dettaglio i requisiti di compatibilità con diversi tipi di impianto — utile da leggere prima di richiedere preventivi.
Pompa aria-acqua vs acqua-acqua: quale scegliere con i termosifoni
Quando si abbina una pompa di calore per termosifoni, quasi sempre si parla di pompe aria-acqua. Prelevano calore dall’aria esterna e lo trasferiscono all’acqua dell’impianto — la stessa acqua che già circola nei tuoi radiatori. Non c’è niente da rifare, non c’è bisogno di nuove tubature. L’unità esterna va montata in giardino, sul terrazzo o a parete come un condizionatore.
Le pompe acqua-acqua (geotermiche) sono più efficienti ma richiedono uno scavo nel terreno per le sonde — costi che partono da €15.000 e cantieri significativi. Per un’abitazione urbana con termosifoni, raramente sono la scelta pratica.
| Modello | Temp.max mandata | Ideale per | Prezzo stimato istallato |
| Daikin Altherma 3 HT | 70°C | Termosifoni vecchi, zone fredde | €11.000–14.000 |
| Bosch Compress 7400i HT | 65°C | Termosifoni alluminio o misti | €9.500–13.000 |
| Viessmann Vitocal 200-S | 60°C | Impianti rinnovati | €9.000–12.000 |
| Vaillant aroTHERM plus | 65°C | Uso misto riscaldamento + ACS | €10.000–13.500 |
[Prezzi indicativi installazione completa, IVA inclusa, aprile 2026]
I termosifoni devono essere sostituiti? La risposta vera
Non necessariamente. I termosifoni in ghisa — quelli pesanti, grigi, con le costole — sono in realtà ottimi per le pompe di calore: hanno una grande superficie di scambio termico e funzionano bene anche a temperature di mandata più basse rispetto a quanto pensi. La ghisa mantiene il calore a lungo e con una pompa HT a 65°C scalda il locale in modo efficace.
Quelli che spesso conviene sostituire sono i vecchi radiatori in acciaio con pochi elementi — quelli stretti e alti che si trovano nei corridoi. Hanno poca superficie e a 55°C non bastano. Ma si tratta di una valutazione caso per caso, non di una regola generale.
💡 Chiedi all’installatore di calcolare il fabbisogno termico stanza per stanza e di confrontarlo con la potenza emessa da ogni termosifone a 55°C. Se il risultato è almeno 1,2 volte il fabbisogno, i radiatori esistenti vanno bene.
Quanto si risparmia davvero? I numeri reali
Il risparmio dipende dalla zona climatica, dalla dimensione della casa e da quanto pagavi il gas. Chi sceglie una pompa di calore per termosifoni al posto della caldaia a gas risparmia in media €1.200–1.800 all’anno solo sulla bolletta del riscaldamento.
Su un caso tipico — una casa di 120 m² in zona climatica E (Pianura Padana e buona parte del Centro) — i numeri sono questi:
| Scenario | Costo annuo riscaldamento + acqua calda |
| Caldaia a gas (attuale) | €2.200–2.800 |
| Pompa di calore aria-acqua HT | €750–1.100 |
| Pompa di calore + fotovoltaico 6 kW | €250–450 |
Il risparmio solo passando alla pompa di calore per termosifoni è di €1.200–1.800 l’anno. Con un impianto fotovoltaico abbinato che alimenta la pompa nelle ore diurne, il costo scende ulteriormente. Secondo i dati ENEA, il punto di pareggio dell’investimento con la detrazione IRPEF 50% si raggiunge in media in 6–9 anni — poi per altri 15–20 anni la pompa lavora con costi operativi bassissimi.
Bonus e detrazioni disponibili nel 2026
Ci sono due strade per recuperare parte del costo. La detrazione IRPEF al 50% si applica alla sostituzione della caldaia con una pompa di calore ed è spalmata in 10 anni sulla dichiarazione dei redditi — ottima per chi ha un lavoro dipendente. Il Conto Termico 2.0 del GSE invece rimborsa fino al 65% direttamente sul conto corrente in due anni — meglio per pensionati o chi ha redditi variabili. I due incentivi non si cumulano sulla stessa spesa: va scelto il più conveniente in base alla propria situazione fiscale.
Se stai valutando di abbinare la pompa di calore a pannelli solari, leggi la nostra guida completa al fotovoltaico per capire quale combinazione conviene di più.
Domande frequenti
La pompa di calore scalda quanto la caldaia a gas?
Sì, se dimensionata correttamente. La differenza non è nella temperatura finale degli ambienti, ma nel modo di lavorare. Le pompe di calore per termosifoni funzionano meglio con un riscaldamento continuo a bassa potenza, invece di accensioni e spegnimenti frequenti come la caldaia. Ci vuole qualche settimana per trovare la taratura giusta, poi il comfort è identico o superiore. È per questo che la pompa di calore per termosifoni sta diventando la scelta più diffusa nelle ristrutturazioni italiane.
Quanto dura l’installazione? Devo restare senza riscaldamento?
In media 2–3 giorni lavorativi: rimozione caldaia, montaggio unità esterna, collegamento all’impianto idraulico, configurazione. Durante i lavori l’impianto è fermo. Per questo quasi tutti programmano i lavori a fine estate — settembre o ottobre — quando il riscaldamento non è ancora necessario.
Funziona anche per produrre acqua calda sanitaria?
Sì, la maggior parte delle pompe di calore aria-acqua include la funzione ACS, spesso con un bollitore integrato da 180–200 litri. Per famiglie numerose (4+ persone) può essere necessario un bollitore esterno aggiuntivo. La produzione a 60°C — raccomandata per prevenire la Legionella — è possibile con tutte le pompe HT.
Conviene abbinare la pompa di calore al fotovoltaico?
Moltissimo. La pompa di calore è il consumatore elettrico più grande della casa — tra 2.000 e 4.000 kWh l’anno solo per il riscaldamento. Con un fotovoltaico da 6 kWp puoi alimentare la pompa quasi interamente con energia prodotta in casa nelle ore di sole, azzerando quel consumo dalla rete.
La pompa di calore per termosifoni funziona anche d’estate?
Sì — quasi tutti i modelli aria-acqua includono anche la funzione raffrescamento. In estate la stessa pompa raffredda l’acqua dell’impianto che circola nei termosifoni (che diventano “fan coil freddi”) o, più comunemente, in un impianto a ventilconvettori. Se hai solo termosifoni classici, il raffrescamento estivo richiede una piccola modifica all’impianto.
Redazione EnergiaCasa · Dati verificati: Confartigianato Impianti · GSE · ENEA · aprile 2026
Pubblicato: aprile 2026 · Prossima revisione: ottobre 2026